Riflessologia

VIA RIFLESSA di Giuseppe Virgilio

Storia

Il massaggio zonale ha un’origine antichissima, che risale a 5000 anni fa; varie testimonianze attestano l’uso di tale metodo in Cina, in India, nella civiltà egizia e in America (sembra infatti da alcune incisioni che tale pratica fosse adottata fin dai tempi delle tribù Incas e Maya). In Cina si praticava una forma di digitopressione che seguiva principi simili a quelli dell’agopuntura; nel 2700 a.C., nel Nei Jing, il più antico trattato di medicina cinese, si parla del massaggio riflesso del piede. La riflessologia si diffuse in India circa mille anni prima di Cristo. In Kerala molte infermità anticamente venivani curate con una pressione delle mani, ancora oggi utilizzata da esperti di quest’arte tradizionale. In Egitto nella tomba di Ankhm’abor, nota come “la tomba del medico”, è stato rinvenuto un dipinto murale che illustra un trattamento di riflessologia delle dita dei piedi e delle mani, e che è stato fatto risalire al 2330 a.C.

Dobbiamo i primi studi scientifici sulla terapia zonale al medico e chirurgo otorinolaringoiatra americano William H. Fitzgerald (1872-1942). Egli si laureò all’Università del Vermont e lavorò in importanti ospedali sia a Londra che a Vienna. L’inizio delle sue ricerche in questo campo fu quasi casuale; egli rimase infatti sorpreso dal fatto dipoter talvolta eseguire un’operazione al naso o alla gola senza far provare dolore al paziente, mentre altre volte la stessa operazione provocava dolori insopportabili. Egli scoprì che nel primo caso il paziente praticava delle pressioni su alcune parti della mano. Osservando gli sciamani pellerossa che tramite la stimolazione di punti riflessi di mani e piedi ottenevano effetti analgesici, e ripensando agli antichi metodi di digito-pressione cinese che aveva potuto studiare durante i suoi soggiorni in Europa, ebbe le prime intuizioni del suo metodo. Lo scopo di Fitzgerald era quello di ottenere un effetto antidolorifico, anche per evitare l’uso dell’oppio. Nel 1913 egli comunicò le sue scoperte ai colleghi dentisti, che cominciarono ad usare la tecnica di pressione al posto degli anestetici.

Il dottor Fitzgerald fu anche il primo studioso a pubblicare un trattato su questa terapia; nel 1917, in collaborazione con il dottor Edwin F. Bowers, pubblicò il suo primo volume sull’argomento: Zone Therapy, or Relieving pain at Home – La Terapia Zonale, ovvero alleviare il dolore a casa. Dagli studi approfonditi del dottor Fitzgerald nacquero le prime mappature di mani e piedi.

Il massaggio zonale si diffuse rapidamente negli Stati Uniti, anche per merito del dott Joe Riley, che raffinò la tecnica e fece disegni e diagrammi minuziosi; nel 1919 pubblicò anche un libro, Zone Therapy Simplified – Terapia Zonale Semplificata. L’americana Eunice D. Ingham, inizialmente incoraggiata da Riley, di cui era allieva, intuì che i piedi erano notevolmente più sensibili alla pressione che le mani. Considerandoli quindi come parte centrale del trattamento, in seguito mise a punto una tecnica di massaggio per compressione, l’Ingham Reflex Method of Compression Massage – Il metodo Ingham di massaggio sui riflessi per compressione. Nel 1973 venne fondato l’Istituto Internazionale di Riflessologia, per continuare il lavoro a cui la Ingham dedicò quasi tutta la sua vita.

Schema riflessologia

Principi

Principi della riflessologia

La riflessologia è una forma efficace e gentile di massaggio del piede: è un trattamento olistico che considera l’individuo come un’unica entità comprendente corpo-mente-anima. Questa tecnica si basa sulla pressione di specifici punti del piede, seguendo il presupposto che tali zone reflessogene hanno delle corrispondenze in tutte le parti del corpo. Possiamo tranquillamente affermare che i piedi rivestono un ruolo fondamentale nel raggiungimento e nel mantenimento della salute e del benessere. La relazione tra chi pratica e chi riceve è un aspetto molto importante nel processo di “guarigione”, perchè il riflessologo agisce da mediatore per attivare il potenziale autocurativo della persona. L’organismo umano è una macchina meravigliosa: tante parti lavorano assieme per farlo funzionare nel modo più efficiente. L’effetto nocivo di emozioni ed atteggiamenti negativi, lo stile di vita e di alimentazione errati, ecc., possono disturbare l’equilibrio del corpo diminuendone l’efficienza.

Il riflessologo non guarisce ma aiuta a riportare in equilibrio tutti i sistemi corporei stimolando le zone meno attive e calmando quelle eccessivamente attive, senza interferire con le parti che funzionano in modo adeguato. La riflessologia libera i “sentieri energetici”, stimolando la sfera fisica, emotiva e mentale di chi riceve il trattamento. Sia la riflessologia che la teoria dei meridiani si basano sulla premessa che i “canali” o “sentieri” di energia attraversano tutto il corpo, collegandone gli organi e tutte le parti. L’energia è la base di tutte le forme di vita e rappresenta un fattore vitale nel processo di guarigione. Negli approcci tradizionali orientali, l’idea che la salute dipenda da un flusso armonico dell’energia è da sempre accettata. L’energia è l’elemento che collega tutte le parti costitutive dell’Universo. Nelle filosofie orientali, la salute è considerata come il risultato del movimento armonioso e fluido delle energie ai livelli più sottili.

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