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Radionica

La radionica è una branca molto importante della Radiestesia e si può affermare che siano due aspetti della stessa disciplina energetica:

  • La RADIESTESIA rappresenta l’aspetto femminile ricettivo
  • La RADIONICA è l’aspetto maschile e attivo e questi due aspetti sono tra loro complementari.

In Italia, a differenza di Francia, Inghilterra, Stati Uniti e America del sud in cui è molto diffusa, è una disciplina poco conosciuta. Questa arte particolare, utilizzando circuiti di carta, cioè disegni e grafici emettitori di “onde di forma”, permette di inviare a distanza a persone, animali, vegetali, oggetti, luoghi e situazioni, energie di diverso tipo, allo scopo di ritrovare equilibrio e armonia energetica. Questa straordinaria tecnica di riequilibrio energetico nasce agli inizi del ‘900 e conta oggi operatori in tutto il mondo. Il grande pioniere inglese George de la Warr la definiva “La scienza che studia l’azione della mente sulla materia e l’unione di tutte le cose”.

mente-radionica

La parola “Radiestesia” (coniata dall’abate Alex Bouly nel 1929) deriva da due radici, una greca radius, raggio e l’altra latina aistetis, sensibilità.

La Radiestesia è una forma di percezione extrasensoriale che permette all’uomo di mettersi in contatto con il mondo che lo circonda in un modo tutto particolare, assai più preciso e profondo di quanto non riuscirebbe a fare con i suoi cinque sensi.

Malcom Rae, nato nel Cheshire nel 1913, un pioniere nel campo della radiestesia medica, disse che il senso radiestesico “ha molte caratteristiche in comune con i sensi più umili: vista, udito, tatto, gusto e olfatto. Non dovrebbe quindi essere considerato misterioso, solo più sottile e meno compreso”.

Onde

ONDE DI FORMA

La materia non emette solo le radiazioni conosciute, ma anche una vibrazione dovuta alla sua forma: la rifrazione angolare che è alla base di ogni emissione vibratoria, e che è stata definita “emissione ad onde di forma”, termine oggi usato comunemente da tutti i radiestesisti. La lunghezza d’onda delle onde di forma è infinitesimale, dell’ordine degli angstrom, molto vicina a quella delle cellule.

I più grandi studiosi delle onde di forma sono stati, all’inizio del 20° secolo, due scienziati francesi, Chaumery e De Belizal. I loro studi sulle vibrazioni dei colori, da loro associati alle onde di forma, li portarono, tra l’altro, a identificare una radiazione, compresa nel settore tra il nero e il bianco, dotata di considerevole energia: “una vibrazione misteriosa, vero canale tra la vita e la morte.” Non per niente questa vibrazione, concentrata naturalmente all’interno della forma piramidale, serviva agli egiziani per disidratare i morti, sottraendoli in tal modo alla decomposizione.

Questa radiazione è il Verde Negativo (V-), esattamente agli antipodi del verde dello spettro visibile (V+), che è il suo antidoto naturale. I due scienziati, oltre a catalogare le onde di forma, costruirono su questi principi molti apparecchi, tra cui il famoso Pendolo Universale, ricevitore ed emettitore ideale per ricerche di vario tipo e per fini terapeutici.

Attraverso i loro studi, Belizal, Chaumery, Morel, ed altri ricercatori, si convinsero che le figure geometriche possono caricarsi, ed emettere il flusso magnetico della Terra, se si orientano verso il suo Nord magnetico. Inoltre, scoprirono che alcune forme geometriche, o simboliche, sono sensibili alle onde del pensiero, o onde astratte, e sono in grado di amplificarle e di inviarle al bersaglio scelto. Su queste scoperte è basata tutta la radionica franco-belga, che utilizza, appunto, disegni geometrici e simboli vari per operare a distanza.

La Geobiologia

Parlare oggi di benessere abitativo mette immediatamente in luce una annosa contrapposizione fra un concetto “arcaico” ed inevitabilmente perduto, cioè il rispetto per il cosiddetto “genius loci” o “spirito della terra” e qualcosa di apparentemente “scoperto” negli ultimi decenni, cioè la relazione scientifica fra le energie telluriche e cosmiche e la salute delle case e degli esseri umani.

Storicamente l’ uomo ha sempre ritualizzato, spesso in modo anche pittoresco, il proprio legame con il luogo scelto per andare ad abitare; infatti in ogni area della Terra ed in ogni cultura precedente alla rivoluzione umanistico-rinascimentale, compresa la nostra preziosa cultura contadina capace di mantenere le proprie caratteristiche sino a pochi decenni fa, si svilupparono metodologie e tecniche di indagine, rilevamento, diagnosi e risanamento dei luoghi che si intendeva abitare.

Sono noti innumerevoli esempi di popoli evoluti che raggiunsero qualità eccelse nel costruire abitazioni e templi in armonia con queste energie cosmo-telluriche, tali da consentire un’elevata qualità della vita al loro interno. Citiamo solamente alcuni di tali esempi: i Sumeri ed i loro giardini pensili di Babilonia, i Cinesi artefici dell’arte del Feng-Shui, gli Indiani forti della millenaria cultura vedica del Vastu, i Dogu del Mali ed i loro villaggi antropomorfici, i Vietnamiti, gli Egizi, etc.

Come nasce la geobiologia?

Essa nasce come scienza moderna, agli inizi del ‘900 ad opera di uno studioso e ricercatore francese, Louis Turenne che mise a punto metodi di indagine atti ad individuare l’informazione nascosta nelle frequenze provenienti dal sottosuolo ed i mezzi per poterla modificare in senso positivo.

Il professor E. Hartmann dell’Università di Heidelberg (Germania) fu uno dei primi ricercatori ad interessarsi scientificamente dell’influenza di radiazioni elettromagnetiche, cosmotelluriche, ionizzanti, ecc. su piante, uomo, animali aprendo la via allo studio delle perturbazioni radianti in rapporto allo stato di salute fisico e psichico (geopatologia e geopsicopatologia).

Egli ipotizzò l’esistenza della cosiddetta “rete H”, ovvero un reticolo di raggi tellurici, una scacchiera orientata, con interasse di circa 2m in direzione est-ovest e 2.5m in direzione nordsud che forma un muro invisibile che si innalza attraverso la biosfera e si estende sulla superficie del pianeta. Verificò inoltre che tra queste fasce della rete, larghe circa 20 cm ciascuna ma ampliabili fino a 80cm in particolari condizioni come quella della luna piena, esiste una zona neutra, un sito cioè dove le onde cosmiche e telluriche si annullano. Quando invece le maglie si sovrappongono, in prossimità dei cosiddetti nodi, si sentono invece molto più forti le influenze del campo magnetico, tanto che in questo caso si parla di “punti cancro”. Gli effetti riscontrati sui nodi vengono amplificati e deformati qualora sotto di essi si trovino corsi d’acqua sotterranei, anomalie geologiche, magnetismi naturali, masse metalliche.

La geobiologia oggi

Oggigiorno la scienza geobiologica fa uso di una serie di strumenti elettronici in grado di misurare intensità e caratteristiche di molti campi elettromagnetici artificiali; si serve di piccoli geiger per cercare l’eventuale presenza di gas radon o di materiali radioattivi presenti nelle pareti e negli arredi.

Le misurazioni radiestesiche completano sempre una buona indagine strumentale, quale conferma delle diverse sorgenti d’irraggiamento (acque sotterranee, faglie, fratture del terreno, reti H, reti C, Grandi reti ortogonali, Grandi reti diagonali, cavità, giacimenti metalliferi, etc.). Consentono inoltre di conoscere molto rapidamente la qualità complessiva della casa o dell’ufficio misurandone la presenza delle frequenze caratteristiche della Terra, del cielo, il loro corretto rapporto e la frequenza tipica della cellula.

La conoscenza dei vari fenomeni permette di formulare una scala di priorità, individuando quelli che più intensamente insistono su determinati punti chiave della casa (il letto dove dormiamo o la scrivania dove studiamo) permettendoci così piccoli spostamenti di un letto o di un divano che cambiano completamente il nostro benessere abitativo. L’indagine geobiologia fornisce infatti una piantina con la precisa indicazione dei fenomeni misurati che risultano particolarmente stressanti quando si verifichino delle sovrapposizioni (es. nodo H su corso d’acqua oppure nodo C su faglia), tanto che questi vengono chiamati punti cancro!

grafico faglia

RADIAZIONI NATURALI: Che cosa sono? Fanno Davvero così male alla salute?

Le radiazioni naturali fanno parte della radioattività generata dal cosmo (radiazioni cosmiche), dal sistema solare (radiazioni solari) e dal sottosuolo (radiazioni telluriche). Le radiazioni provenienti dal sottosuolo incidono sull’Uomo sia direttamente che indirettamente. L’azione diretta della radioattività può manifestarsi sotto forma di gas, come il Radon, o sotto forma di radiazioni alfa, beta, gamma: quest’ultima, in particolare, è la più importante poiché penetra maggiormente nel corpo della persona (mentre la radiazione alfa può infatti essere bloccata da un foglio di carta, la beta da un foglio di alluminio o da un grosso pezzo di legno, per bloccare la gamma occorrono diversi centimetri di piombo oppure innovativi sistemi di radioprotezione).

Le radiazioni naturali, essendo di tipo ionizzante, sono sicuramente cancerogene e, infatti, anche lo IARC (Agenzia Internazionale per la ricerca sul Cancro) con sede al Lione (Francia) classifica questo tipo di radiazione in Classe I, ossia sicuramente cancerogena (come il benzene, l’amianto, ecc.). È ovvio che maggiore è la dose di radioattività che la persona subisce nel tempo e maggiore è il rischio di contrarre patologie anche di tipo degenerativo, compreso il cancro. Alcune radiazioni naturali sono ben conosciute: tutti conoscono ad esempio i raggi UV provenienti dal Sole (radiazioni solari), così come molti conoscono la radiazione tellurica del gas radon. Al contrario, pochi conoscono i “muoni” , raggi gamma provenienti dal Sole, e poche persone hanno sentito parlare di radiazioni telluriche come il Radio226, il Polonio210 (decadimenti di Uranio e Torio), lo Stronzio87, il Cesio133 e il Potassio40 (generati direttamente dal terreno).

Pericolosità delle radiazioni naturali anche in basse dosi

È quanto emerso sia durante il Convegno Nazionale ARPA tenutosi a Novara dal 6 all’8 giugno 2012, e confermato anche poche settimane dopo durante il congresso internazionale ISPRA tenutosi a fine giugno 2012 presso il prestigioso centro di ricerca europeo con sede a Ispra (VA).

Sono ormai molte le ricerche effettuate sul rapporto causa-effetto di patologie anche gravi causate proprio dalle radiazioni naturali, anche in piccole dosi. In entrambi i Convegni sopra citati, la dottoressa Anna Giovanetti dell’ENEA di Roma non solo ha sottolineato la pericolosità delle radiazioni naturali anche in bassissime dosi, ma ha anche relazionato su alcune sperimentazioni di trasmissione di radioattività negli animali: la trasmissione nei pesci e nei topi.

La prima sperimentazione è consistita nell’irradiare dei pesciolini attraverso una bassissima dose di radioattività e poi, mettendoli in una vasca con altri pesci non irradiati, nel verificare se i pesciolini irradiati erano in grado di trasmettere la propria radioattività ai pesci non irradiati: in pochissimo tempo tutti i pesci non irradiati sono stati “contagiati”! Una sperimentazione analoga è stata effettuata sui topi: utilizzando basse dosi di radioattività naturale , sono stati irradiati alcuni topolini che poi, posti in gabbia, sono riusciti a “contagiare” della stessa radiazione anche altri topi che in precedenza non erano stati irradiati. Questo secondo caso è ancor più sorprendente, in quanto il “contagio” è avvenuto senza trasmissione in acqua, ma solo stando nelle vicinanze degli altri animaletti!

Questo potrebbe capitare nel tempo ad esempio anche agli operatori sanitari che trattano i propri pazienti su un lettino posizionato in corrispondenza di una radiazione naturale, anche se di basso dosaggio. Il dosaggio della radiazione viene rilevato attraverso speciali spettrometri nucleari, utilizzati anche nel settore ambientale e domestico per riscontrare anche bassissime dosi di radioattività naturale di tipo gamma, sia nel terreno che nei materiali da costruzione.

Proprio al Convegno Internazionale ISPRA i relatori hanno posto l’accento sul pericolo delle radiazioni naturali che, essendo ionizzanti, anche a bassissime dosi possono modificare il nostro DNA e, di conseguenza, far divenire le nostre cellule “mutagene” e, come ha detto la dott.ssa Giovanetti dell’ENEA durante la propria relazione, “è sufficiente una sola cellula mutagena a generare il cancro”.

National Academy of Science (l’Accademia è una organizzazione privata incaricata dal governo U.S.A. di informare il Governo in materia scientifica).

«Ogni piccola dose di radiazione pone un rischio di generare il cancro su una persona durante tutto l’arco della sua vita, e contraddice le precedenti affermazioni di alcuni scienziati che dicevano che piccole dosi sono innocue e persino benefiche. Non esiste una soglia di esposizione sotto la quale bassi livelli di radiazione possano essere dimostrati innocui o benefici».

Bibliografia di riferimento: BEIR VII, Health risks from exposure to low levels of ionizing radiation. The National Academies. Report in Brief: Giugno 2005.

Rif. ARPA VENETO (ARPAV)

«Gli effetti cronici sono tardivi e provocati da un’ esposizione continua e permanente di piccole dosi di radiazioni ionizzanti con elevato accumulo delle stesse. Comportano un accorciamento dell’aspettativa di vita e un’ alta probabilità di ammalarsi di tumori soprattutto del sangue (leucemie) e delle ossa (osteosarcoma) che possono manifestarsi già a due anni dall’esposizione. Statisticamente frequenti sono i tumori alla mammella, alla tiroide, al polmone e alla pelle, che insorgono dopo un periodo di latenza più lungo, superiore ai 5 anni. Non è stata dimostrata ad oggi un’evidenza che le radiazioni ionizzanti possano indurre leucemia linfatica cronica, linfoma di Hodgkin e carcinoma del collo uterino. Si possono avere anche danni cronici localizzati che colpiscono la pelle (radiodermite) o l’occhio (cataratta).».

Prof. G. Galli – Direttore Emerito Istituto Medicina Nucleare Università Cattolica del Sacro Cuore Roma

«La dottrina più diffusa ed ufficiale è quella sostenuta dall’autorevole INTERNATIONAL COMMISSION ON RADIOLOGICAL PROTECTION (ICRP), che ispira la legislazione protezionistica di tutto il mondo. Una “soglia” non esiste: anche un solo evento (per esempio un fotone od una particella che determini una rottura di entrambi i filamenti che formano l’elica del DNA) può essere sufficiente a dare inizio ad un tumore maligno o ad una alterazione genetica ereditaria».

Annotazione del dott. Nicola Limardo

Dal radon (in gas) si origina una componente molto pericolosa per l’organismo umano (Polonio) ma, non bisogna dimenticare che a sua volta si origina il Piombo radioattivo (214Pb) che ha un tempo di dimezzamento di 26,8 minuti ed è un componente sia”beta” che “gamma”: questo è un vero pericolo per l’Uomo sia perché è un radionuclide “gamma” (capacità di penetrare anche il cemento armato), sia perché il “tempo di dimezzamento” è più che sufficiente per generare un rischio per la salute. Inoltre, il successivo decadimento del Piombo-214 presenta anch’esso la caratteristica di essere di tipo “beta” e “gamma”: esso è il Bismuto-214 (214Bi), il cui tempo di dimezzamento è anch’esso sufficiente per “generare” un problema all’Uomo (tempo T 1/2 = 17,9 minuti).

prova teletermografica

Le radiazioni naturali, la cui potenza è in costante aumento, sono sempre più tenute in considerazione come fonte primaria di patologie anche di tipo degenerativo, tanto da rappresentare una delle tematiche fondamentali affrontate durante un Convegno Internazionale sulle problematiche ambientali tenutosi in Romania dal 21 al 26 luglio 2012. Al convegno era presente anche una delegazione per le Strategie politiche di Strasburgo, interessata alle modifiche ambientali e al fenomeno dell’ aurora boreale, che sta subendo negli ultimi tempi straordinarie variazioni. Tra le Università presenti al Convegno vi erano le più prestigiose e all’avanguardia nel settore delle ricerche sulle radiazioni, come l’Accademia delle Scienze della Russia e della Romania, l’Università “Alexandru Ioan Cuza” di Iasi in Romania e l’Università “Babes Bolyai” di Chuj-Napoca, sempre in Romania. A rappresentare l’Italia nel settore della ricerca scientifica era presente il Prof. Nicola Limardo di Novara, già docente in medicina ambientale presso l’Università “Jean Monnet” di Bruxelles e presso i corsi di Medicina dello Sport alla Facoltà di Medicina dell’Università di Siena.

Il Prof. Limardo è attualmente docente accreditato in Italia dal Ministero della Salute per corsi di aggiornamento ECM nel settore medico e ambientale, ed è inoltre pioniere nella ricerca sulle radiazioni naturali e sui sistemi di protezione di ultima generazione (sviluppati da Geoprotex).

Il ricercatore italiano ha evidenziato la relazione tra la dose di radiazione naturale presente in molte persone gravemente malate e il costante aumento di alcuni radionuclidi provenienti dal sottosuolo, aumento che per alcuni scienziati potrebbe essere causato dall’interazione della Terra con le radiazioni e le onde cosmiche (aumento dell’onda Shumann , aumento dell’energia gamma dei quasar, ecc.), oltre che dall’interazione della Terra con le radiazioni solari.

Il prof. Limardo ha effettuato anche delle prove pratiche su alcuni volontari: dopo aver individuato sul terreno una radiazione di tipo gamma, ha posizionato in corrispondenza di tale radiazione le persone che si sono rese disponibili, verificando poi su di esse, con un rapido test di controllo, una immediata sofferenza a livello tiroideo (ipotermia), classico disturbo che si manifesta in individui sottoposti all’azione di radiazioni naturali.!

Aumento della Radioattività naturale nel terreno e nei materiali da costruzione

L’aumento di patologie, che colpiscono indistintamente tutti gli abitanti della Terra, può avere diverse motivazioni: l’inquinamento elettromagnetico, cresciuto a dismisura in concomitanza con la tecnologia moderna, l’ inquinamento chimico che interessa in buona percentuale i prodotti agro alimentari, ecc. A questi fenomeni, classificati più genericamente come “inquinamento ambientale”, si aggiunge il contributo significativo delle radiazioni naturali, che minano principalmente la nostra salute nel momento in cui stazioniamo su una di queste fonti radioattive per lungo tempo (ad esempio quando il nostro letto si trova su una di queste radiazioni, per cui ne subiamo gli effetti per molte ore ogni giorno e in un lasso di tempo in cui siamo particolarmente vulnerabili). Naturalmente il forte aumento della dose radioattiva proveniente dal sottosuolo, riscontrato ultimamente , fa sì che il problema sia ancora più serio, non solo perché rende ancora più pericoloso per la salute un eventuale stazionamento su una di queste fonti radioattive, ma anche perché causa un incremento di radioattività naturale nei materiali da costruzione, al punto che le ultime normative europee presentano delle linee guida per arginare questo problema.

Ultimamente anche un oncologo di fama mondiale come il prof. Umberto Veronesi ha affrontato l’argomento in un articolo di gennaio 2011 pubblicato sulla rivista “L’Espresso” , in cui afferma che per essere in buona salute non è sufficiente mangiare sano, ma è necessario anche “proteggersi dalle radiazioni”.

Il tuo medico non riesce a risolvere i tuoi problemi di salute? Hai chiesto un’indagine su un possibile collegamento a un problema ambientale? Chiedi al tuo medico se conosce le radiazioni naturali e se ha seguito corsi di aggiornamento sull’argomento.

Sempre più spesso capita di ascoltare le lamentele di persone afflitte da mal di testa che, nonostante il ricorso a farmaci di vario tipo e nonostante varie indagini mediche, non trova soluzione. Purtroppo ancora parecchi medici curanti, che ignorano il problema degli effetti delle radiazioni naturali sulla salute, si preoccupano di tamponare il sintomo sperimentando diversi tipi di farmaco e prescrivendo accertamenti specialistici sempre più innovativi, ma capita sovente che non riescano a risolvere il problema, proprio perché spesso causato dallo stazionamento del paziente su una fonte di radiazione naturale. Purtroppo, come è dimostrato da numerosi casi clinici, il mal di testa così come la maggior parte dei problemi di salute di tipo cronico, sono causati da un “inquinamento ambientale”, presente non solo in  ambiente lavorativo, ma anche in ambiente domestico. Ecco perchè di recente sono stati previsti corsi di aggiornamento teorico-pratici per il settore medico (ECM), per consentire ai nostri medici curanti di effettuare subito sul paziente una prima verifica rapida di eventuale presenza di radiazione naturale in corrispondenza della parte dolente. Nel caso in cui il medico riscontri tale problema, può consigliare al paziente di richiedere un rilevamento ambientale in ambiente domestico, in ambiente di lavoro, o consigliare direttamente l’acquisto di un sistema schermante per proteggere il letto, dove capita sovente che il corpo riceva durante il sonno dosi di radiazioni molto pericolose. Una volta eliminata la causa ambientale del mal di testa, così come di qualunque disturbo di tale origine, il medico può operare con maggior sicurezza e i farmaci prescritti al paziente per lenire eventuali sintomi non ancora del tutto risolti danno risultati soddisfacenti. A testimonianza di tutto ciò, qualche anno fa la dott.ssa Anna Villarini dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, una volta conosciuto ed approfondito il problema delle radiazioni naturali, ipotizzò che molti pazienti che non reagivano positivamente alla terapia clinica proposta, potevano essere sovraccarichi di dosi di radiazioni naturali. Pensò inoltre che le radiazioni naturali non solo potevano ridurre o inefficiare la terapia clinica, ma potevano essere anche una delle cause della stessa patologia oncologica. Sulla base di queste ipotesi, volle verificare su alcuni pazienti refrattari alla terapia clinica (chemioterapia, ecc) se, attraverso l’applicazione di una radioprotezione in corrispondenza del loro letto, fosse possibile ottenere da parte del paziente una diversa risposta alle terapie mediche o fosse addirittura possibile osservare un miglioramento delle sue condizioni cliniche. L’esperienza diede risultati incoraggianti su entrambi i fronti! (Per ulteriori informazioni rivolgersi alla stessa dott.ssa Villarini dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano o approfondire l’argomento sul libro del prof. Limardo già citato). Molto utile per comprendere ancora più profondamente il legame radiazione- malessere è la visione del filmato che riporta l’intervista alla dott.ssa Mariella Nicoletti di Napoli.

Sistemi di Radioprotezione dalle Radiazioni Naturali. Come riconoscere una protezione veramente valida? I consigli dell’Unione Tutela Consumatori di Novara

È importante riconoscere la validità dei dispositivi di radioprotezione esistenti in commercio, per evitare di incorrere in fregature da parte di operatori senza scrupoli.

Accanto infatti ad alcuni prodotti validi per prevenire o per curare patologie causate da problematiche ambientali, esistono moltissimi prodotti assolutamente inefficaci, che vengono commercializzati ancor più facilmente perché sull’argomento radiazioni naturali c’è ancora poca informazione. Oggi sono ancora poche le Aziende che offrono prodotti in grado di proteggersi dalle radiazioni naturali, sia per la difficoltà a produrre prodotti così complessi a costi accessibili agli utenti, sia per la esigua domanda dovuta principalmente alla scarsa informazione medica in materia. Come infatti già accennato, solo di recente sono stati istituiti corsi di aggiornamento ECM per operatori sanitari sull’argomento radiazioni naturali, sebbene le radiazioni siano tabellate come massimo rischio oncologico! Come già consigliato per la scelta più opportuna di tecnici rilevatori nel settore ambientale, prima di acquistare un prodotto di radioprotezione, che deve essere in grado quindi di proteggere da radiazioni naturali anche di tipo gamma, i tecnici di fiducia dell’ Unione Tutela Consumatori consigliano all’utente di effettuare i seguenti controlli:

  1. Verificare che il prodotto sia stato testato e certificato da Enti Universitari riconosciuti;
  2. Verificare che il prodotto sia stato già adottato anche da Enti Pubblici;
  3. Se Dispositivo Medico, verificare che il prodotto sia accompagnato da certificazioni cliniche che riportino il beneficio ottenuto utilizzando il prodotto;
  4. Verificare che il prodotto abbia tutti i requisiti di deducibilità/detraibilità fiscale;
  5. Verificare se l’azienda produttrice sia socia di un’associazione di categoria (es. l’AIRP – Associazione Italiana di Radio Protezione).

In caso di dubbio, è necessario richiedere maggiori informazioni alle aziende di produzione o di distribuzione prima di decidere per l’acquisto. È bene ricordarsi che le radiazioni naturali nel tempo possono essere estremamente nocive per la salute e quindi, se viene offerto un prodotto non idoneo, l’azienda produttrice e anche il singolo venditore ne è pianamente responsabile, anche penalmente.

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