Fitoterapia

VIA RIFLESSA di Giuseppe Virgilio

Una breve introduzione al mestiere dell’erborista:
L’erborista è l’operatore professionale che, in possesso del titolo abilitante, esegue con autonomia la selezione delle piante officinali e delle forme di preparazione derivate e l’eventuale miscelazione delle stesse e la miscelazione dei derivati, rispondendo alle esigenze e alle richieste dell’utente che, nell’ambito della propria libertà di scelta, voglia essere orientato sull’uso delle piante officinali per la tutela della propria salute.

L’erborista è il consulente dell’automedicazione nel campo delle piante officinali.

Sono di competenza dell’erborista: la coltivazione, la raccolta, la lavorazione, la trasformazione, la manipolazione, la miscelazione, il confezionamento e la commercializzazione al dettaglio e all’ingrosso delle piante officinali, delle droghe, dei loro derivati e dei preparati erboristici.

Si intendono:

  1. per prodotti erboristici: i prodotti a base di piante officinali singole o in miscela o parte di pianta fresca o essiccata e loro derivati ed altre sostanze o prodotti naturali aventi finalità salutistiche, diversi da medicinali, integratori alimentari, prodotti cosmetici, prodotti aromatici e coloranti, intesi a favorire lo stato di benessere dell’organismo umano o animale; conseguentemente i prodotti erboristici, alla dose utilizzata, non possono vantare attività terapeutica o nutrizionale;
  2. per parti di piante, le sezioni definite secondo la nomenclatura convenzionale della botanica;
  3. per droga, la porzione di pianta cui si riconosce la primarietà di apporto in principio attivo peculiare;
  4. per derivati, le forme di presentazione del fitocomplesso;
  5. per uso erboristico, l’utilizzo non alimentare, cosmetico o terapeutico dei prodotti di cui ai punti 1, 2, 3 e 4 per finalità volte a stimolare le naturali difese e a coadiuvare le funzioni fisiologiche dell’organismo umano, animale e vegetale.

I prodotti erboristici non possono derivare da piante geneticamente modificate e devono essere conformi alla normativa vigente in materia di prodotti fitosanitari.

Le piante, le loro parti, i loro derivati e gli altri prodotti naturali da cui ottenere i prodotti erboristici sono classificati nelle tabelle A e B. Le tabelle possono essere modificate con decreto del Ministro della sanità.

La tabella A elenca le piante, le loro parti, le droghe e gli altri prodotti naturali a esclusiva utilizzazione farmacologica e terapeutica la cui vendita al dettaglio è riservata al farmacista in farmacia in forza della relativa autorizzazione sanitaria.

La tabella B elenca le piante, le loro parti, i loro derivati, le droghe e gli altri prodotti naturali utilizzabili come tali o come materie prime per i prodotti erboristici. La vendita al pubblico dei prodotti indicati dalla tabella B è riservata al farmacista o all’erborista.

I prodotti erboristici, anche se miscelati con prodotti di libera vendita, possono essere venduti sia come prodotti preconfezionati sia allo stato sfuso. I prodotti erboristici, anche miscelati con sostanze di libera vendita, possono essere liberamente composti e preparati in maniera estemporanea del farmacista o dall’erborista limitatamente alle piante, alle loro parti, ai loro derivati, alle droghe e agli altri prodotti naturali inclusi nella tabella B.

La miscelazione di piante officinali sfuse essiccate o parti di esse può essere compiuta dall’erborista direttamente al banco del punto di vendita.

Possono utilizzare la denominazione “erboristeria”, nelle insegne di esercizio, nell’informazione e nella comunicazione pubblicitaria nei confronti del consumatore, nonché nella comunicazione commerciale tra imprese, esclusivamente gli esercizi commerciali il cui titolare, in possesso dei requisiti richiesti per l’esercizio dell’attività commerciale, ai sensi del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, e delle normative regionali di settore, sia altresì in possesso di uno dei seguenti titoli di studio:

  • diploma di erborista di cui all’art.1 della legge 6 gennaio 1931, n. 99;
  • diploma universitario in tecniche erboristiche di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica 6 giugno 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 41 del 19 febbraio 1996;
  • diploma di laurea in Tecniche Erboristiche (istituito in base alla legge n° 509/99) o con denominazione similare, appartenente in ogni caso alle lauree inserite nella classe 24 che nel piano di studi contemplino un percorso di formazione relativo alle scienze e tecnologie erboristiche;
  • diploma di laurea in farmacia o in chimica e tecnologie farmaceutiche.

Il corso di erboristeria svolge un programma botanico e un programma farmacognostico.

Il programma botanico tratta: elementi sulla struttura delle piante e sulla loro classificazione in generale. Nozioni di fisiologia vegetale. Moltiplicazione e propagazione. Generalità sulle norme culturali. Classificazione delle Piante officinali, con particolare riguardo alla regione ove il corso ha luogo. Classificazione pratica delle piante secondo la droga che forniscono alla farmacia e alla distilleria. Descrizione delle principali piante spontanee officicali italiane.

Il programma farmacognostico tratta: Importanza, scopi, cenni storici sull’uso delle piante officinali. Farmacia galenica e chimica. La funzione dell’erboristeria e i suoi rapporti con l’industria chimica farmaceutica. Farmacognosia delle piante officinali studiate praticamente secondo la natura della droga (talli, radici, fiori, foglie, semi etc.). Modo di riconoscere le classificazioni e le sofisticazioni. Piante medicinali di alto potere tossico. Modo di raccogliere le piante officinali. Epoca della raccolta – tempo balsamico. I più comuni usi terapeutici delle varie droghe. Utilizzazione industriale – essicazione – distillazione – imballaggio – notizie commerciali – esercitazioni pratiche dimostrative. Gli esercizi consistono nella preparazione delle piante aromatiche e medicinali secondo il modo con cui devono essere messe in commercio e nel riconoscimento di esse.